Umanisti a scuola d’impresa

Torna la Summer School per creare una cultura d'impresa all’interno del settore culturale e creativo.
Umanisti a scuola d’impresa
Sono aperte le candidature per la sesta edizione bolognese della Summer School Entrepreneurship in Humanities, promossa e organizzata da Fondazione Golinelli, in collaborazione con GATE SpA. Il percorso di alta formazione ha l’obiettivo di stimolare studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, under 35 e di formazione umanistica, nello sviluppo di nuove idee d’impresa. Intensiva e multidisciplinare la scuola è gratuita per 35 profili selezionati e si tiene dal 17 al 28 luglio all’Opificio Golinelli.

Il sistema universitario italiano offre una ricchissima formazione in campo umanistico, frutto di un’antica tradizione di studi e di opportunità di scoperta del patrimonio culturale e artistico. Tuttavia, secondo il Rapporto AlmaLaurea 2022, solo l’82,8% dei laureati in queste discipline ha un’occupazione a cinque anni dal conseguimento del titolo magistrale, un divario di oltre 10 punti percentuale da colleghi di percorsi come Ingegneria industriale e dell’informazione (94,8%) o Informatica e tecnologie ICT (95,6 %). Lo straordinario bacino di competenze degli umanisti, di conseguenza, si trasforma raramente in iniziative imprenditoriali che abbiano una sostenibilità economico-finanziaria e può portare, nel rapporto con le aziende, allo skill mismatch, la discrepanza tra le competenze richieste per una data posizione e quelle in possesso di candidate e candidati.

«Con questo percorso da anni formiamo una nuova leva di imprenditrici e imprenditori, tra soggetti che hanno maturato una profonda preparazione di tipo umanistico. Mettiamo in relazione saperi diversi per generare nuove competenze e favorire la creazione di nuove professionalità. Docenti e tutor del percorso mettono in interazione i contenuti umanistici con le competenze di management, marketing, organizzazione e gli strumenti digitali necessari alla creazione di impresa. Le partecipanti e i partecipanti possono così cimentarsi in prima persona nell’elaborazione di modelli di imprenditorialità innovativi e, una volta terminata l’esperienza, possono affacciarsi al mercato con progetti concreti» afferma Antonio Danieli, vice presidente e direttore generale di Fondazione Golinelli.

Come sottolinea Andrea Bonaccorsi, direttore scientifico della Summer School Entrepreneurship in Humanities, ordinario di Ingegneria gestionale all’Università di Pisa ed esperto di economia della scienza e dell’innovazione «la Stanford University ha recentemente pubblicato la graduatoria delle discipline di laurea da cui provengono i fondatori delle startup di maggiore successo negli USA. Com’è naturale in cima alla lista troviamo Computer Science e poi Ingegneria. A seguire tutte le altre scienze dure e gli studi di Management. Tra le prime discipline non compaiono mai, ma proprio mai, gli studi umanistici. Sono due mondi che non si parlano. Ed è anche vero che il mondo umanistico mantiene da sempre un certo sospetto verso i temi dell’impresa. Del resto Schopenhauer riteneva che per definizione il genio creativo, tra cui inseriva musica, filosofia, pittura e poesia, dovesse essere necessariamente inutile. Noi con la Summer School andiamo controcorrente. Scommettiamo sul
la capacità di nuove generazioni di laureati di cogliere bisogni profondi ai quali possono dare risposte i contenuti umanistici, se declinati entro modelli finanziari sostenibili e se accompagnati da tecnologie digitali. L’esperienza di questi anni ci ha dato ragione e la maturazione dei laureati che hanno partecipato è stata davvero entusiasmante».

Partito nel 2018, con edizioni anche a Bari e Reggio Calabria, Summer School Entrepreneurship in Humanities ha formato 228 persone provenienti da tutto il Paese.

Tra loro la pugliese Francesca D’Agnano, laureata a Bologna in Italianistica, culture letterarie europee, scienze linguistiche, che dal 2015 lavora come operatrice culturale e progettista. All’edizione 2022 della Summer School presenta Cherry. Un bando tira l’altro, progetto digitale a supporto di artiste e artisti under 35 e organizzazioni culturali di piccolo e medio formato: da una parte aggregatore di bandi, open call e opportunità in ambito ad accesso gratuito, dall’altra una community aperta a progettisti e operatori del settore cultura.

Dichiara: «Cherry era partita come un hobby. Attraverso la Summer School ne ho compreso le reali possibilità imprenditoriali. Ho continuato a lavorare su quanto appreso approfondendo le dinamiche di lavoro in team e gli studi sul nostro target. Ad oggi la community conta più di 2000 utenti attivi, con una crescita negli ultimi tre mesi superiore al 40%. Tra le novità anche la selezione all’iniziativa Battiti Creativi e, nei prossimi mesi, la possibilità di dare forma giuridica al progetto».

In corso con lei anche il veneto Luca Danieli, ricercatore all’Università della Musica e delle Arti di Graz, e CEO della startup Marte per la mobilità culturale, impresa nel campo dell’arte e della tecnologia, improntata su una soluzione digitale innovativa per la mobilità artistica e il networking.

«Quando ho finito il dottorato pensavo al problema della sostenibilità. Era il 2018, il tema non era sentito come oggi. Ho provato ad applicare questo concetto al mio settore, a rapportarlo a un concreto miglioramento della vita degli artisti. Tramite la Summer School Entrepreneurship in Humanities ho approfondito il tema del networking e delle relazioni, un elemento fondamentale della mia startup, che ad oggi conta diversi riconoscimenti internazionali nel campo delle industrie creative e culturali».

È possibile candidarsi al percorso fino al 15 maggio attraverso la pagina dedicata alla Summer School sul sito di Fondazione Golinelli.

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